Parità fra i sessi: per l’Italia dati che fanno riflettere

Il World Economic Forum ha pubblicato il Global Gender Gap Report 2010 una relazione sulla gender gap, le differenze di genere, nel mondo. Si parla di uguaglianza e differenze in termini di livello d’istruzione, stipendio, rappresentanza politica.

La relazione sostiene che si va sempre più verso una maggiore uguaglianza, e che gli stati nordici sono in prima fila, la classifica vede nelle prime 10 posizioni:

  1. Islanda
  2. Norvegia
  3. Finlandia
  4. Svezia
  5. Nuova Zelanda
  6. Irlanda
  7. Danimarca
  8. Lesotho
  9. Filippine
  10. Svizzera

L’Italia non fa una bella figura, è al 74° posto su 134 nazioni presenti nella lista.

Spiace dirlo, ma siamo fra gli ultimi paesi se consideriamo l’Unione Europea, solo Ungheria (79°) e Malta (83°) fanno peggio di noi; anche considerando l’Europa come regione geografica, siamo comunque messi male.

Fanno meglio di noi, non solo nazioni da cui è facile aspettarselo, come la Germania (13°), il Regno Unito (15°) o gli Stati Uniti (19°), ma anche Sud Africa (12°) Sri Lanka (16°) Mozambico (22°) e molti altri.

Ho spulciato il profilo del nostro paese, secondo le stime del WEF non raggiungiamo l’uguaglianza in nessuno degli indici di opportunità e partecipazione economica e potere politico, le cose sono leggermente migliori per quanto attiene gli indici che riguardano l’istruzione e la salute.

Secondo il WEF , dal 2006 (anno in cui sono iniziate le rilevazioni) ad oggi 86% dei paesi hanno ridotto il gender gap, hanno aumentato l’uguaglianza, ma il 14% invece sono regrediti ad un maggior livello di disuguaglianza.

Melanne Verveer afferma che:

Il World Economic Forum Gender Gap Report mostra una forte correlazione tra la parità di genere e la prosperità e la competitività economica di un paese. Dovrebbe essere un riferimento imprescindibile per chiunque voglia il progresso economico, sociale e politico in tutto il mondo o per comprendere uno dei motivi fondamentali per cui alcuni Paesi progrediscono ed altri no.

Saadia Zahidi, Director and Head of Constituents del World Economic Forum, che mentre si sono ridotte di molto le differenze per quando riguarda sia l’educazione che la salute, molto poco è stato fatto per quanto riguarda la rappresentanza politica e la vita economica:

Perciò, se le donne stanno iniziando ad essere istruite e in salute quando gli uomini, ha senso che adesso sia garantito loro di essere parte dell’economia e dei processi decisionali.

La situazione Italiana dovrebbe far riflettere, se la tendenza globale è alla riduzione delle differenze per una sempre maggiore parità fra i sessi, in Italia si dovrà lavorare ancora duramente per raggiungere  anche solo il livello medio europeo.

Il Guardian ne parla con un titolo più positivo di quello che ho scelto io, e a ragione, il Regno Unito fa una bella figura in confronto all’Italia: ‘Gender gap is narrowing around the world, report claims‘.

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